Priscilla la teologa?

 
 

Priscilla dove sei?”, ma, soprattutto, Priscilla chi sei? Priscilla (o Prisca) è un personaggio biblico femminile che compare nella Lettera ai Romani e negli Atti. Le informazioni che la riguardano sono superficiali se non per il fatto che collaborò, insieme a suo marito Aquila, con Paolo (Romani 16,3-4; Atti 18).


Come può una donna nominata così poche volte nel Nuovo Testamento, allora, essere elevata ad un modello per le donne cristiane e per la loro conoscenza della sana dottrina? Nel suo libro Priscilla dove sei?, Porto Mantovano (MN), Coram Deo 2024, Natalie Brand parte dalla figura di Priscilla per ampliare il discorso all’essere “teologhe” nella vita quotidiana.


Priscilla è sicuramente stata preziosa per il ministero di Paolo e per le prime comunità cristiane, altrimenti Luca e Paolo stesso non avrebbero avuto motivo di citarla; Brand parla di una vera e propria eredità che Priscilla ha lasciato a ogni donna credente e all’intera chiesa rendendo emblematico, in particolare, l’incontro tra la donna e Apollo (Atti 18). 


A partire da questo episodio l’autrice riconosce delle caratteristiche fondamentali in ciò che Priscilla ha fatto e da esse ricava delle basi per l’impegno teologico di ogni credente. In Atti 18,24-26 Priscilla ed Aquila correggono Apollo, dotato di una “teologia carente”, spiegandogli con maggiore accuratezza alcuni aspetti che lui insegnava in modo improprio. Detto in altre parole, lei ha collaborato col marito nell’aiutare teologicamente Apollo, svolgendo un ruolo da vera teologa.


Avere una conoscenza approfondita e solida della sana dottrina genera protezione delle comunità cristiane rispetto ad una teologia carente. Migliorare la propria preparazione teologica permette non solo di non incappare in errori personali, ma anche di riprendere e correggere altri membri della comunità affinché si attengano alla verità biblica e possano migliorare la propria preparazione.

Proteggere fratelli e sorelle da pericoli ed errori dovrebbe essere non solo una responsabilità, ma anche una vera e propria responsabilità per ogni membro della comunità. Questo è ciò che Priscilla ha fatto. Al netto delle vocazioni diverse ricevute, perché non varrebbe per tutti/e?


La teologia è una continua scoperta: ogni volta che studiamo la Bibbia, leggiamo testi cristiani e ascoltiamo o leggiamo le parole di chi è preposto alla predicazione possiamo scoprire nuovi aspetti di Dio, di Cristo e della Parola, quindi approfondire la nostra conoscenza, renderla più profonda. Come Apollo, tutti noi abbiamo una “teologia carente” bisognosa di Aquila e Priscilla per essere irrobustita e, se necessario, corretta.


Brand afferma che la teologia inizia con un Creatore che si rivela in prima persona alle sue creature (attraverso la creazione, i profeti, gli angeli, la Parola, lo Spirito Santo e Cristo). E’ una rivelazione così ricca che va approfondita con lo studio e con l’aiuto di guide così come Priscilla e Aquila lo furono per Apollo aiutandolo a passare da una teologia superficiale ad una teologia profonda.


Se conosciamo Dio possiamo adorarlo per Chi è: conoscenza e adorazione sembrano essere direttamente proporzionali. Quanto più profonda è la nostra conoscenza di Dio tanto più la nostra adorazione sarà corrispondente alla maestà del Signore.

Lo studio della sana dottrina stimola l’adorazione, irrobustisce il carattere, alimenta lo zelo, rinsalda i legami comunitari. Non è un caso che, nella Bibbia, la Parola e la conoscenza di Dio siano paragonate ad un tesoro o a qualcosa di prezioso come l’oro.


Fare teologia non è sicuramente semplice: molti temi sono complessi e non tutti i credenti diventeranno o sono chiamati ad essere teologi in un senso vocazionale stretto. Nonostante ciò, la teologia non è una materia di nicchia, esclusiva e riservata a pochi.

Ogni credente è chiamato a interrogarsi, ricercare e approfondire la sana dottrina per la propria crescita personale e per il benessere del corpo di Cristo nel quale è chiamato ad unirsi.


Insieme al marito Aquila e nel contesto della comunità cristiana, Priscilla aveva una sensibilità teologica. In un certo senso, era una teologa. Lo siamo ancora coscientemente e responsabilmente anche noi?