Nel Cinquecento, Calvino da Ginevra aveva contatti in tutta Europa e seguiva con interesse la vita di molte chiese disseminate nel continente. “Perché oggi invece ciascuno sembra vivere in modo isolato e pochi si prendono cura gli uni degli altri?”
Il dogma della felicità è una costruzione fragile, ideologicamente connotata e filosoficamente discutibile.
In modo parallelo alla Francia, anche in Italia si è avuta negli ultimi decenni una crescita di interesse per la teologia riformata in seno all’evangelicalismo.
La fede cristiana stessa richiede che non sia la chiesa a imporla in modo coercitivo tramite lo Stato, ma che le coscienze siano lasciate libere e che lo Stato non intervenga in materia di fede.
Da un punto di vista evangelico, ogni “religione civile” che tende ad elevare la nazione a comunità messianica, eccezionale, con una missione divina da compiere, ecc. è a rischio di essere una variante idolatrica.
La politica contemporanea è fortemente influenzata dai movimenti populisti e questi spesso trovano nelle matrici religiose un collante emotivo per “smuovere le masse”
Intorno al capezzale del malato Europa, ci sono tre sintomi che devono essere presi in considerazione...
Perciò siamo liberi di usare l’immaginazione per trasmettere delle verità, ma aiutiamo i bambini a non cercare il proprio “rifugio” in essa.
Se il più ricco diventa anche il più potente, davvero la democrazia conta ancora?
Si può dire allora che le dimissioni di Welby sono anche l’occasione per gli evangelici della chiesa d’Inghilterra di rivedere il senso della loro appartenenza ad una chiesa che è tutto e il contrario di tutto: cattolica, liberale, carismatica, evangelica, in balia di ogni corrente alla moda… evidentemente senza la possibilità di essere riformata.
“Tutto il vangelo da parte di tutta la chiesa a tutto il mondo”. Con questa frase programmatica è stata sintetizzata la teologia del Movimento di Losanna, così come è emersa e si è sviluppata a partire dal Congresso di Losanna (1974) in poi.
Un pezzo del luteranesimo mondiale ha ceduto alla richiesta ortodossa di non menzionare il ruolo del Figlio nella processione dello Spirito Santo.
“Quando il figlio dell’uomo verrà, troverà la fede?” (Luca 18,8). Questa domanda aperta obbliga a farsi domande sull’autenticità della fede e la sua qualità spirituale. Se il Signore dovesse venire oggi, che tipo di fede troverebbe in Europa?
Sapendo che l’identità evangelica non si riduce a meri tratti sociologici. Esiste una base dottrinale comune che accomuna tutti coloro che sono passati da una conversione a Cristo, ricevendo il dono della salvezza per fede soltanto, che ricevono la Bibbia come parola di Dio e riorientano la loro vita per glorificare il Signore.
Nel “correttissimo” Occidente, sta tornando l’inquisizione?
Nell’introdurre i lavori, Gert Kwakkel, presidente della FEET, ha affermato che esiste una “identità” (al singolare) che ci definisce come evangelici. Detto questo, vi sono diversi contesti, storie ed esperienze che colorano l’identità evangelica in un modo variopinto. E’ bene tenere in tensione unità e diversità, valorizzando sia i cardini dell’identità che tengono uniti gli evangelici sia gli elementi che li differenziano.
Da lontano e dall’esterno della chiesa anglicana, è difficile capire cosa stia succedendo. In ogni caso, i processi di disgregazione e riaggregazione hanno subito un’accelerazione impressionante negli ultimi anni.
Se si vuole fare missione cristiana nel mondo, bisogna cercare di capire in quale mondo viviamo e quale mondo vogliamo raggiungere.
Mentre prima Roma aveva violentemente difeso e promosso il suo “vangelo”, ora mischia intenzionalmente il piano social-umanitario con quello teologico-spirituale, svalutando l’unicità della salvezza in Gesù Cristo e annuendo ad un’idea inclusiva di tutti.
“Unire, equipaggiare e fornire risorse ai leader evangelici per rinnovare la chiesa ed evangelizzare l’Europa”. Con questo motto, dal 25 al 29 maggio si è tenuta la 22ma edizione dello European Leadership Forum a Wisla (Polonia) con circa 800 partecipanti da tutta Europa, soprattutto dai Paesi centro-orientali.
Per quanto importante, la politica non ha un ruolo messianico.
Se l’Unione Europea vorrà far crescere la propria influenza e utilità nel quadro politico globale, non dovrà assolutamente escludere dalla propria agenda le sfide della sostenibilità, della solidarietà e della sicurezza.
Quando si avvicinano le elezioni sono in grosse difficoltà. Le dichiarazioni dei vari candidati mi sembrano tanti slogan che non aiutano ad avere un'idea chiara sui loro programmi.
Come evangelici che abitano le città, quale visione di città coltiviamo? C’è un modello biblico che ci ispira, nella preghiera e nell’azione, senza che vada “inventato” da zero?
Nel 1974, infatti, si tenne il Congresso mondiale per l’evangelizzazione del mondo da cui scaturì il Patto di Losanna, il più importante documento evangelico del XX secolo.
Vicino e lontano allo stesso tempo. Dal punto di vista religioso e culturale, il Portogallo ha un profilo simile a quello italiano.
Di cosa si tratta? In pillole di questo: negli ultimi trent’anni è cambiato drasticamente l’atteggiamento della società americana nei confronti del cristianesimo (evangelico).
Con l’aborto in Costituzione la triade francese è impazzita.
Carson è stato a suo modo un “profeta” che, nelle diatribe degli anni Settanta e Ottanta sullo statuto e sull’interpretazione della Bibbia, ha difeso e sviluppato la posizione evangelica classica nel mondo accademico e non solo.
Le elezioni sono sempre un fatto importante: benché spesso si dica che gli equilibri del mondo stanno cambiando, l’America resta una super potenza e quello che succede alla Casa Bianca ha impatto su tutto il mondo.